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Pubblicato
15/6/2019
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Bias Cognitivi, 191 motivi per cui sbagliamo: Classificazione e Infografica

Bias cognitivi
User Experience
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UX Research

Il nostro studio sui Bias Cognitivi, ossia pregiudizi che vengono elaborati dalla mente umana sulla base di percezioni distorte, lontane dalla realtà

Una celebre pagina di Wikipedia elenca e classifica 191 bias cognitivi; nel settembre del 2016, una splendida infografica ha contribuito a valorizzare queste informazioni.

Abbiamo tentato una diversa classificazione, cercando di evidenziare in particolare le zone di contatto tra le varie aree, e proponendo una nuova visualizzazione.
La metafora dell’iceberg la guida: solo una piccola parte delle nostre scelte e dei nostri processi decisionali sono infatti consci, la maggior parte sono nascosti, sott’acqua, governati anche dai bias cognitivi.

Ma cosa sono I Bias Cognitivi?

I Bias Cognitivi sono delle scorciatoie mentali che spesso ci portano a commettere errori di valutazione o mancanza di oggettività nei giudizi, sono preferenze e inclinazioni che ci fanno decidere in maniera rapida, ma non sempre corretta. Vengono spesso definiti anche come errori “sistematici” del cervello.

Nel corso del tempo il sistema cognitivo umano si è adattato alle richieste dell’ambiente esterno sviluppando diverse strategie di ragionamento e decisione, tra le quali ritroviamo le euristiche. Il ragionamento di tipo euristico, in opposizione a quello di tipo algoritmico, prevede che si giunga ad una risposta affidandosi all’intuizione piuttosto che seguendo un procedimento che potremmo definire logico.

Sebbene il pensiero intuitivo offra numerosi vantaggi (velocità, assenza di sforzo ecc.) e ci permetta di decidere in modo efficace, esistono condizioni in cui l’applicazione di euristiche e scorciatoie mentali ci porta a conclusioni errate sul mondo che ci circonda.

“il sistema cognitivo umano si è adattato alle richieste dell’ambiente esterno sviluppando diverse strategie di ragionamento e decisione”

Un nuovo processo di classificazione

Nel 2016, Buster Benson pubblica un articolo per raccontare il processo di classificazione dei bias di Wikipedia, supportata da questa infografica disegnata da John Manoogian III.

Bias Cognitivi codex

Ottiene un grande successo in diversi settori, dalla psicologica cognitiva fino ad ambiti come il marketing, la comunicazione e il design, per la capacità di comunicare sinteticamente la ricchezza dei dati della pagina Wikipedia.

Qualche anno dopo, abbiamo tentato una diversa classificazione, che proponesse uno sguardo differente e risultasse altrettanto fruibile e di facile interpretazione.

I 191 Bias Cognitivi presenti sulla pagina Wikipedia sono organizzati in 3 macrocategorie distinte:

  • I Bias dei processi decisionali, delle credenze e delle convinzioni
  • I Bias sociali
  • I Bias della memoria

La prima fase di ricerca si è concentrata sull’analisi dei singoli Bias. Ogni elemento è stato trascritto su post-it e collocato nella categoria di appartenenza iniziale.

Nello step successivo abbiamo rielaborato la disposizione di questi Bias creando nuovi gruppi: 3 contenitori erano evidentemente pochi per rappresentare le sfaccettature della mente umana.

Coinvolgendo più persone, con un metodo riconducibile al card sorting, abbiamo ridisposto i 191 post-it creando nuove categorie con etichette pensate per un pubblico più ampio possibile, cercando allo stesso tempo di preservare la correttezza.

Bias Cognitivi_1

Mentre continuavamo ad aggiungere ed eliminare categorie, ci siamo resi conto che molti bias potevano essere definiti come “aree di contatto”, in una zona di transizione tra una categoria ed un’altra. Dunque abbiamo provato a valorizzare, piuttosto che nascondere, questi punti di contatto tra tutte le varie categorie, provando a rappresentare i 191 bias come un unico blocco eterogeneo, al cui interno c’è una transizione continua e non discreta da una categoria all’altra, come in una sorta di “gradiente”.

Bias Cognitivi 605250_694055

Siamo quindi arrivati ad un’organizzazione soddisfacente, identificando tre macrocategorie le quali contengono al loro interno altre tre sottocategorie; ci sono poi zone di transizione, o meglio di contatto, sia tra sottocategorie che tra macrocategorie. Il tutto è tenuto insieme da un gruppo centrale, il quale comprende tutti quei bias trasversali e a nostro giudizio non declinabili nelle singole categorie, perché posti a un diverso livello di profondità.

Dalla classificazione alla rappresentazione

In questa fase del progetto, il nostro focus si è spostato dalla classificazione alla visualizzazione dei dati. Dovevamo quindi trovare un modo di rappresentare questo imponente numero di fattori, cercando di trasmettere l’idea di unità ma allo stesso tempo di organizzazione: i gruppi sono distinti, ma interconnessi tra loro, e formano un unico sistema di elementi.
Una serie di prototipi e di feedback nel tempo hanno portato alla nascita dell’interfaccia “finale”.

“Mentre continuavamo ad aggiungere ed eliminare categorie, ci siamo resi conto che molti bias potevano essere definiti come “aree di contatto”

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