
La fase di progettazione di un prodotto, digitale o non, può risultare un percorso lungo e pieno di insidie: all’interno di un’organizzazione, infatti, per motivi che possono avere diversa natura, spesso lo sviluppo dei progetti segue iter procedurali complessi e poco agili.
Ciò accade certamente in relazione alla complessità di un progetto, ma anche per una mancata organizzazione interna che permetta di rispondere attivamente alle richieste del cliente: la prospettiva peggiore è quella di investire risorse e tempistiche in attività che non portano poi al risultato sperato.
La risposta a questa problematica risiede nel Design Sprint: si tratta di una metodologia di lavoro delineata da Google che, attraverso dei workshop partecipativi, permette di comprimere notevolmente la fase progettuale.
Quindi è un processo collaborativo che aiuta le aziende a trovare le risposte ad una sfida di business, trasformando un’idea abbozzata in un prototipo validato da persone reali, step by step in 4 o 5 giorni.
Questo metodo, ideato e sviluppato da Google Venture e frutto del lavoro di Jake Knapp, è oggi utilizzato da grandi realtà multinazionali, ma anche da tantissime piccole realtà che hanno trovato hanno trovato la soluzione valida per affrontare e risolvere questioni legate all’organizzazione aziendale: questo approccio è infatti un intelligente equilibrio di Design Thinking, Customer Development e Agile Mindset, declinato in maniera standardizzata e ripetibile.
Nel 2018 Knapp insieme a AJ&Smart ha introdotto il processo di Design Sprint 2.0. La principale differenza con la vecchia metodologia sta nel fatto che, secondo la nuova versione, il processo ha una durata di 4 giorni, invece di 5. Infatti, dopo lo svolgimento di più di 350 sprints, Knapp, con la sua squadra, ha reso il sistema ancora più efficace ed efficiente, il che ha permesso di diminuire il tempo necessario per lo svolgimento del processo.
Questo metodo ha dei momenti ben definiti, ognuno dei quali con il proprio obiettivo:
Allo stesso modo, i workshop di un Design Sprint hanno bisogno un team di lavoro ben delineato, nel quale non dovranno mancare un decisore, un facilitatore, con la funzione di moderatore, ma anche un esperto di marketing, di tecnologia, di finanza e di design, figure fondamentali a validare il progetto e favorirne lo sviluppo.
Nel mercato attuale le modalità di progettazione stanno rapidamente cambiando, seguendo il mutare delle esigenze degli utilizzatori finali. Proprio per questo avere la possibilità di creare prototipi funzionanti di un’app o un sito molto velocemente e poter avere un feedback quasi immediato significa un grosso risparmio economico, di tempo e di energie.
“I workshop di un Design Sprint hanno bisogno un team di lavoro ben delineato, nel quale non dovranno mancare un decisore, un facilitatore, con la funzione di moderatore, ma anche un esperto di marketing, di tecnologia, di finanza e di design”
I vantaggi dell’utilizzo di questo tipo di approccio sono molteplici: tra gli altri, può aiutarti a trasformare i momenti di riunione in tempo ad alto valore aggiunto per coloro che vi partecipano, ti permette infatti di ascoltare tutto il team, includerlo nella creazione di valore, prendere decisioni in tempi rapidi tagliando le discussioni infinite.
Tutti questi aspetti trasferiscono valore al tuo progetto e ti aiutano a dare una risposta rapida e funzionale al tuo cliente, accompagnandolo, attraverso la realizzazione del suo nuovo prodotto digitale, sulla strada del successo.
Questo strumento offre la possibilità in azienda di concentrarsi, per un ristretto numero di giornate su un solo progetto per volta, risolvendo le sfide che questo comporta in maniera rapida, grazie alla possibilità di collaborare in una maniera completamente diversa, anche in via telematica.

